TX-3122

Rete TELEX attiva. Rete NATION operativa. Si raccomanda la massima cautela. In presenza di situazioni di rischio, valutare l'evacuazione delle aree interessate.

TX-3121

Diffusi disturbi ai segnali GPS in diverse aree della regione. Le interferenze stanno interessando navigazione aerea, marittima e sistemi civili

TX-3120Thread 2

14 membri fondatori della Coalizione Multinazionale per la Difesa Marittima sono Arabia Saudita Kuwait Bahrein Qatar Pakistan Turchia Egitto Giordania Yemen Bangladesh Nigeria Sudan Gibuti Somalia

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TX-3119Thread 2

Arabia Saudita e altri 13 Paesi hanno costituito una Coalizione Multinazionale per la Difesa Marittima con l'obiettivo dichiarato di proteggere le rotte commerciali e i corridoi energetici nel Mar Rosso, Bab el-Mandab e Golfo di Aden.

TX-3118

ROMA INVOCA UNA MINACCIA AL CONFINE CON LA SPAGNA CHE NON ESISTE. TRA 2021 E 2026 GLI INGRESSI IRREGOLARI IN EUROPA VIA ITALIA SONO STATI 478 MILA, CONTRO I 234 MILA DELLA SPAGNA.

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Un confine immaginario tra Italia e Spagna è diventato materia di discussione politica. Non esiste alcuna minaccia all'integrità delle frontiere dell'Unione, e non esiste alcuna minaccia per l'Italia derivante dai fatti di Ceuta. La misura invocata non risponde quindi a un rischio: risponde a un calendario elettorale. I dati lo dicono con precisione. Tra il 2021 e il 2026 gli ingressi irregolari in Europa attraverso l'Italia sono stati 478 mila, contro i 234 mila registrati attraverso la Spagna. Nel solo 2025 gli ingressi irregolari sono stati 66 mila in Italia e 36 mila in Spagna. Il rapporto è costante e va nella direzione opposta a quella dichiarata: chi invoca la protezione del confine è il Paese attraverso cui passa il doppio dei flussi. Anche la lettura della decisione spagnola è rovesciata. La regolarizzazione di 500 mila persone non produce nuovi arrivi: riguarda chi risiedeva già da tempo sul territorio. La gestione della crisi di Ceuta risponde a una politica migratoria costruita per ridurre il traffico di esseri umani, cioè per sottrarre mercato a chi lo gestisce. Presentarla come fattore di rischio significa capovolgerne la funzione. Il precedente italiano è recente e conosciuto. L'arrivo delle imbarcazioni albanesi del 1991 è stato affrontato senza sospendere alcun regime di libera circolazione. Un Paese che ha attraversato quella fase non ha bisogno di inventare confini dove non ce ne sono. La conseguenza, invece, è concreta. La sospensione di Schengen non produce sicurezza: produce controlli, ritardi e costi su un sistema economico che si regge sulla circolazione di merci e persone. È l'unico effetto misurabile di tutta l'operazione, e ricade su chi lavora, non su chi la annuncia. Non è una questione di destra o di sinistra. È che la sicurezza nazionale viene invocata a copertura di una campagna elettorale, e il registro impiegato ha portato il discorso pubblico su un livello che non si vedeva da cinquant'anni. Il Paese ne assorbirà i costi economici e reputazionali.
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IL BOMBARDAMENTO SAUDITA IN IRAQ METTE IN BILICO LA MONARCHIA DI RIAD. GLI STATI DEL GOLFO NON PERCORRONO PIU' LA ROTTA CHE CENTCOM DICHIARA SICURA NELLO STRETTO DI HORMUZ.

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LA VALANGA CHE NESSUNO A BRUXELLES HA VISTO ARRIVARE Con il bombardamento in Iraq la monarchia saudita ha aperto il fronte sbagliato. Londra è molto attiva nel consigliare bin Salman, ma il consiglio non costa nulla a chi lo dà: se regge incassa, se crolla si sposta. E non basta costruire moschee per farsi perdonare in Medio Oriente. Il mondo sciita si è saldato. Le milizie irachene aspettano da trent'anni il conto delle torture americane e del saccheggio dell'Iraq. Il primo ministro iracheno non salverà la faccia agli Stati Uniti: fa l'idiota utile e lo sanno tutti tranne lui. Le intelligence e i politici europei non hanno capito che valanga sta arrivando. I primi ministri sono così disinformati e pieni di sé da credere che dichiarazioni e propaganda possano fermare un'avanzata. Il quadro americano è peggiore di come lo si racconta. Generali che disobbediscono agli ordini. Alla CIA nessuno vuole più essere quello che porta le notizie a Trump. È un impero che sta sprofondando e che ha smesso di ascoltarsi. Nel frattempo il mondo speculativo raccoglie combattenti da tutto il pianeta per mettere in piedi l'esercito arabo. Poi ci sono i fatti che nessuno commenta. Gli Stati Uniti hanno bloccato petroliere del Qatar che avevano imboccato la rotta iraniana a Hormuz. CENTCOM continua a sostenere che esiste un corridoio americano sicuro. La domanda è una sola: perché gli Stati del Golfo non lo prendono più. E l'altra, altrettanto semplice: cosa farà l'Arabia Saudita contro i missili che arrivano dallo Yemen, dall'Iraq e dall'Iran. Circolano sempre più voci di un disimpegno americano nella regione, e qualcuno parla perfino di ritiro dal Kuwait. Resta la domanda di fondo. Nessuno pensi che queste monarchie inventate siano entità razionali, con una cultura economica, finanziaria e politica costruita nel tempo. Non sanno fare nulla. Sono criminali che andrebbero processati per quello che hanno commesso: riciclaggio, omicidi, tratta di esseri umani, torture, stupri. E l'Europa non ha chiuso gli occhi: ha stretto mani, ha fatto affari, ha propagandato la loro politica come se fosse una politica.
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Trump torna a presentarsi come artefice della pace tra Israele e Hamas. L'annuncio, però, non è accompagnato da elementi concreti che attestino un accordo definitivo .

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Le forze iraniane hanno lanciato attacchi nel Kurdistan iracheno, colpendo depositi di armi e sedi di gruppi armati curdi considerati una minaccia da Teheran

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Con l'integrazione di Nano Banana 2 in Google Earth, la manipolazione delle immagini satellitari entra nell'uso comune. La verifica dell'autenticità diventa una sfida concreta per analisti, media

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LA GUERRA LA VOGLIONO GLI STATI UNITI MA LA FANNO FARE A UCRAINA E ISRAELE. GLI EUROPEI, CHE HANNO ACCOMPAGNATO SENZA DECIDERE, SONO DIVENTATI UN OBIETTIVO.

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ArticoloIL DISORDINE COME PROGETTO
Valutiamo che sia in preparazione una serie di operazioni sotto falsa bandiera in Egitto, Iraq, Turchia, Arabia Saudita e Cipro. L'obiettivo non è colpire un avversario: è produrre disordine dentro il mondo arabo. La guerra la vogliono gli Stati Uniti, ma non la combattono. Usano due disperati, l'Ucraina e Israele, che sono disposti a tutto perché non hanno altro. Chi esegue si espone, chi ordina resta fuori. Gli europei stanno dietro, e da una settimana sono diventati un obiettivo. Non per una scelta loro: perché hanno accompagnato senza decidere, e adesso rispondono di ciò che non hanno deciso. I discorsi ufficiali non reggono più e quello che era stato tenuto nascosto è venuto fuori. I cittadini europei lo dicono come lo dicono altrove nel mondo: l'Europa non parla più, ci ha traditi. L'Arabia Saudita si è messa alla guida della nuova difesa marittima del Mar Rosso senza avere un esercito. Compra chi combatte al posto suo e lo manda contro le linee di Ansar Allah, cioè contro gente che si batte per riprendersi la propria terra. È una frontiera che gli yemeniti hanno tenuto sotto i bombardamenti angloamericani e in una guerra con Riad. Chi la attacca oggi la trova dove era prima. Zelensky e Netanyahu guidano eserciti dove circolano casi di ammutinamento, e la ragione è la stessa da entrambe le parti: generali e colonnelli tengono i figli all'estero, in ville che nessuno spiega come abbiano pagato. Su questo corre un canale ucraino-israeliano per l'acquisto di terreni e immobili di lusso. La propaganda occidentale sta cedendo sotto il proprio peso. Non serve smontarla: si smonta da sé, perché ha raccontato troppe cose che non stanno in piedi insieme. I servizi russi sono in allarme e stanno predisponendo piani per il cedimento dell'esercito ucraino. In Medio Oriente la guerriglia è cominciata. A settembre se ne sentiranno le conseguenze in Europa.
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La scienza dell'ignoranza si consolida come nuovo paradigma della società civile occidentale: informazione frammentata, consenso emotivo e riduzione del pensiero critico

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UN VIDEO CON TRE PRESUNTI SOLDATI UCRAINI CHE MINACCIANO L'IRAN E' PRODOTTO DA UNA SOCIETA' DI MARKETING. I TRE NON APPARTENGONO ALLE FORZE ARMATE.

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Il video dei tre soldati ucraini che minacciano l'Iran non viene dal fronte. È stato realizzato da una società di marketing per conto di chi ha interesse ad allargare la guerra, e i tre in divisa non sono militari. Non è un dettaglio da fact-checking. Significa che una minaccia tra Stati, cioè un atto che in teoria appartiene a chi ha responsabilità di governo, è stata commissionata a un fornitore privato e pagata. Nel frattempo, dentro l'esercito ucraino circolano indiscrezioni su casi di ammutinamento. Il motivo non è ideologico. Alcuni comandanti si sono arricchiti, e a qualcuno vengono attribuite società di call center usate per truffe in Europa. Sono le stesse strutture che mandano al fronte ragazzi che non tornano. In Polonia cresce l'ostilità verso gli ucraini, alimentata dal fatto che alcuni battaglioni portano i nomi di figure naziste della Seconda guerra mondiale. È un fatto verificabile, e nessuno lo affronta. Di tutto questo, sui giornali europei, non c'è traccia. Una volta la propaganda era un mestiere raffinato. Oggi bastano tre comparse in mimetica e una minaccia recitata male, buttata in pasto a chi la beve senza guardarla.
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L'ARABIA SAUDITA ANNUNCIA LA FORMAZIONE DI UNA COALIZIONE MARITTIMA PER GARANTIRE LA SICUREZZA DELLO STRETTO DI BAB EL-MANDEB, NEL MAR ROSSO.

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GLI STATI UNITI HANNO BOMBARDATO UN EDIFICIO RESIDENZIALE A QESHM, UCCIDENDO CIVILI.

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Segnalati nuovi attacchi contro Abadan, Khorramshahr, Bushehr e l'isola di Qeshm. Esplosioni anche a Kish. Riportati lanci di missili dal Kuwait diretti verso obiettivi nel sud dell'Iran.

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Lo sceicco Hamad bin Fadgham invita le forze del Consiglio di Leadership Presidenziale, sostenute dalla coalizione saudita, ad avanzare verso al-Hazm, controllata da Ansarullah.

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raid Usa in iran

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Impatto Missile russo vicino Kiev

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MOVIMENTI TATTICI DI MERCENARI IN ARABIA SAUDITA VERSO POSTAZIONI DI ANSAR ALLAH IN YEMEN.

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SULL'HUFFINGTON POST MATTIA FELTRI DEFINISCE I DRONI UCRAINI CONTRO LE RAFFINERIE RUSSE LA PIU' FORMIDABILE DIMOSTRAZIONE DI PACIFISMO E UNA GUERRA CHE NON UCCIDE.

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Un giornalista dell'Huffington Post ha scritto che l'esercito ucraino ha inventato la guerra che non uccide, e che i droni che colpiscono le raffinerie in territorio russo sono la più formidabile dimostrazione di pacifismo. La firma è di Mattia Feltri. Restiamo affascinati da tanta ignoranza. Uomini che hanno studiato si riducono a scrivere titoli come "il genio ucraino: ha inventato la guerra che non uccide". Atti di terrorismo spacciati per pacifismo. Un drone ha ucciso bambini, ma quelli sono errori, e l'errore non intacca la tesi. Non ci sono parole per definire una scrittura così barbara. E non vogliamo insultarlo, perché non esiste parola che gli si possa applicare senza che risulti un complimento. Il fatto è che si è persa la dottrina della follia. Una volta c'erano gli scemi del paese, e stavano al loro posto. Oggi, attraverso la scienza dell'ignoranza, quelle stesse persone sono diventate le colonne portanti dei veri padroni delle narrative. Il criterio è rovesciato, ed è lì che va guardato. Più uno è sciocco, più avanza. Chi ha un'opinione propria non serve. Chi porta prove del contrario non serve. Serve gente come Feltri, per cui i morti in guerra sono pacifismo e i droni ucraini non uccidono. Tutto questo viene scritto sui giornali, e nessuno dice niente.
SilentPeople | Pagina 20