A voi che avete governato in nostro nome.
Trent'anni di guerre e di embarghi.
Da trent'anni fate guerre. Le chiamate missioni, operazioni, interventi, stabilizzazione. Le fate senza mandato, senza voto, senza mai chiedere il permesso ai popoli che dite di rappresentare. Illegali all'origine, legittimate solo dopo, quando le macerie erano già fredde.
Da trent'anni imponete embarghi. Li chiamate sanzioni, misure restrittive, pressione mirata. Colpiscono i popoli, non i potenti. Affamano gli innocenti e lasciano intatti i palazzi.
E in ogni guerra, in ogni embargo, c'è sempre qualcuno che guadagna. Intermediari, mediatori, società di comodo, contratti che nessuno legge, forniture che nessuno controlla, deroghe concesse a chi conosce la porta giusta. Il sangue è pubblico, il profitto è privato. Questo non è un effetto collaterale della guerra. È il suo modello di business.
La macchina si è rotta.
Per trent'anni avete avuto un solo vero armamento: il racconto. Nemici da fabbricare, urgenze da inventare, guerre da vendere come diritti umani. La macchina della propaganda ha funzionato finché la gente non ha potuto verificare.
Ora quella macchina è rotta. Non l'abbiamo rotta noi. L'avete consumata voi, ripetendola una volta di troppo, chiamando pace il riarmo e sicurezza l'escalation. Oggi le vostre parole non convincono più nemmeno chi le pronuncia. Restano i telegiornali, ma non resta l'ascolto.
Il vostro problema non è il dissenso. È che non vi crede più nessuno.
L'Europa era fiducia. L'avete spesa.
L'Europa non è nata da un trattato commerciale. È nata da un patto di fiducia tra popoli che si erano distrutti a vicenda e avevano giurato di non farlo mai più. Quella fiducia era il capitale vero, l'unico che non si stampa e non si rifinanzia.
L'avete bruciata.
Le istituzioni che dovevano garantirla hanno tradito. Non hanno sbagliato: hanno scelto. Hanno scelto gli interessi contro le popolazioni, i mercati contro i cittadini, la guerra contro il mandato che le aveva create. Chi doveva difendere l'interesse dei popoli e ha difeso altro non ha commesso un errore politico.
Ha commesso il più grave dei crimini: il tradimento di chi non aveva altra protezione.
E gli altri tacciono. Chi tace mentre un continente viene portato al fuoco non è neutrale. È parte.
Gloria alle Nazioni.
PNA