Silent People

Movimento non allineato

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L’Iran scende in piazza dopo l’ultimatum di Trump.”

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Manifestanti iracheni assaltano l’ambasciata kuwaitiana a Bassora, nel sud dell’Iraq.

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Trump cerca un'uscita dal conflitto ma Tehran non offre sponde. Il silenzio iraniano non è debolezza è una strategia. L'Iran aspetta che il costo politico per Washington diventi insostenibile.

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Teheran chiude tutti i canali di comunicazione, sia diplomatici che indiretti, con gli Stati Uniti e comunica la sospensione di qualsiasi scambio di messaggi.

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Un Bombardamento aereo israeliano ha colpito una linea ferroviaria a Karaj, in Iran.

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ANALISI: L'attacco a Mashhad potrebbe essere un test di Trump per misurare la reazione iraniana prima della scadenza su Hormuz. Se Teheran non escala in modo catastrofico, Trump avra' il pretesto per colpire su larga scala le infrastrutture.

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USA e Israele bombardano le centrali elettriche di Mashhad. Iran risponde: missili su Arabia Saudita e Bahrain, attacco al consolato USA a Erbil, colpita opposizione curda in Iraq, target americani in Bahrain e missili su Eilat.

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POSTURA DELLA GERMANIA SULLA GUERRA IN IRAN: Merz unico leader europeo a non criticare gli USA. Basi tedesche aperte alle operazioni, ma coalizione CDU-SPD spaccata. AfD in crescita sulle paure di guerra. Ramstein nodo logistico cruciale.

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ArticoloMerz filoamericano ma sotto pressione interna
Merz si trovava alla Casa Bianca quando USA e Israele hanno lanciato l'attacco il 28 febbraio. Ha immediatamente scelto di non criticare gli alleati, affermando che 'non e' il momento di fare lezioni a USA e Israele sulla legalita'.' Ha definito l'Iran 'centro del terrorismo internazionale che deve essere eliminato.' La Germania e' l'unico grande paese europeo ad aver concesso esplicitamente l'uso delle sue basi per le operazioni USA, una mossa che Trump ha definito 'very helpful.' Ma Merz ha anche firmato la dichiarazione congiunta con Francia, UK, Italia, Giappone e Paesi Bassi su Hormuz, precisando che qualsiasi azione sara' possibile solo dopo un cessate il fuoco. Seduto accanto a Trump alla Casa Bianca, e' rimasto in silenzio mentre il presidente minacciava la Spagna di tagliare tutti i commerci. Ha poi ammesso: 'Non volevo approfondire la discussione pubblicamente.' La coalizione CDU-SPD e' profondamente divisa: il leader SPD Klingbeil ha dichiarato 'questa non e' la nostra guerra.'
ArticoloIl paradosso tedesco: alleato piu' fedele, paese piu' diviso
La postura tedesca crea un paradosso strategico. Berlino e' il paese europeo piu' vicino a Washington sulla guerra, ma paga un prezzo crescente: alle elezioni regionali del Baden-Württemberg la coalizione ha perso, con il 72% degli elettori preoccupato per la sicurezza europea e l'AfD in forte crescita. Sondaggi mostrano che la grande maggioranza dei tedeschi e' contraria agli attacchi sull'Iran. Ramstein resta il nodo logistico cruciale per le operazioni USA in Medio Oriente, ma giuristi tedeschi avvertono che facilitare operazioni di combattimento potrebbe creare responsabilita' legali per Berlino. La Germania si trova in una posizione unica: troppo allineata a Washington per guidare una mediazione europea, troppo divisa internamente per sostenere Trump senza costi politici. Il rischio: se la guerra si prolunga, Merz potrebbe essere costretto a scegliere tra alleanza atlantica e sopravvivenza della coalizione.
TX-1721

POSTURA DELLA FRANCIA SULLA GUERRA IN IRAN: Macron contrappeso europeo a Trump. No alla guerra dal giorno uno, spazio aereo filtrato, Hormuz irrealistico con la forza. Tour in Asia per alleanze alternative.

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ArticoloNon partecipazione, spazio aereo e Hormuz
La Francia ha stabilito dal primo giorno che non partecipa all'operazione USA-Israele. Ha imposto una clearance diplomatica caso per caso su ogni volo militare USA nel suo spazio aereo, negando quelli legati a operazioni di combattimento. Trump ha accusato Parigi di essere stata 'VERY UNHELPFUL' e Israele ha tagliato gli acquisti militari dalla Francia (162M euro nel 2024). Macron ha dichiarato da Seoul che riaprire Hormuz con la forza e' 'irrealistico' e ha attaccato Trump: 'Bisogna essere seri, non si dice ogni giorno il contrario del giorno prima.' La portaerei Charles de Gaulle e' stata dispiegata a Cipro nell'ambito dell'Art. 42.7 UE (mutua difesa), non come supporto alla guerra. La ministra delegata alla Difesa Rufo ha ricordato che la NATO non ha mandato per operazioni a Hormuz.
ArticoloDiplomazia parallela e postura prospettica
Macron ha condotto un tour diplomatico in Giappone e Corea del Sud centrato sulla crisi. Ha detto agli investitori asiatici: 'La prevedibilita' ha valore, noi siamo dove sapete che saremo' — distinguendo l'Europa dalla condotta imprevedibile di Washington. Ha firmato accordi su minerali critici, nucleare civile e AI con Tokyo e Seoul. La Francia costruisce tre asset: credibilita' come potenza autonoma (non allineata a Trump ne' all'Iran), leadership europea sulla crisi (unico leader UE con visione complessiva), e partnership energetiche alternative per il post-crisi. Il rischio: se Trump vince rapidamente in Iran, Parigi si trovera' dalla parte sbagliata. Ma Macron scommette che il prezzo della guerra sara' cosi' alto da rendere la posizione francese quella giusta a posteriori. Rapporto USA-Francia ai minimi, ma senza rottura formale.
TX-1720

POSTURA DELL'ITALIA SULLA GUERRA IN IRAN: dall'analisi dei media italiani emerge un governo in equilibrismo tra Washington e l'Europa, con un lento riposizionamento dopo il caso Sigonella. Meloni riferirà in Parlamento il 9 aprile.

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ArticoloFase 1-2: Dall'ambiguità iniziale al riposizionamento
La prima reazione di Meloni all'attacco del 28 febbraio è stata 'non condivido e non condanno' — formula ambigua che non diceva nulla. L'Italia è stato l'ultimo grande paese europeo a pronunciarsi. Crosetto ha impiegato sei giorni per definire l'attacco 'fuori dal diritto internazionale', e la risoluzione di maggioranza alla Camera non citava mai USA né Israele per nome. Il referendum perso il 22-23 marzo ha dato più libertà di manovra. Meloni ha chiarito che per operazioni cinetiche dalle basi italiane serve il voto del Parlamento — un muro procedurale che rende il sì quasi impossibile. Ha inviato una fregata a Cipro come 'solidarietà europea', mentre Crosetto ha rifiutato esplicitamente di mandare navi a Hormuz. Tre pressioni guidano il cambio: l'opinione pubblica contraria alla guerra e colpita dal caro-energia; l'isolamento europeo (Tajani escluso da colloqui riservati al G7); e il Vaticano, che ha definito l'attacco una violazione del diritto internazionale prima del governo italiano.
ArticoloFase 3: Il caso Sigonella e la postura attuale
Il 27 marzo l'aeronautica USA ha chiesto di far atterrare bombardieri diretti in Iran a Sigonella. L'Italia ha rifiutato e la notizia è stata fatta uscire strategicamente sul Corriere della Sera — un gesto deliberato di comunicazione politica. Secondo l'analista Paolo Alli (ex presidente dell'Assemblea parlamentare NATO) si è trattato di uno 'stress test' da parte di Trump: gli americani sapevano che quei bombardieri non potevano atterrare, ma hanno voluto testare la lealtà del governo. Lo stesso giorno la Francia negava lo spazio aereo per armi verso Israele — coordinamento Roma-Parigi evidente. L'Italia si posiziona ora come 'alleato critico': basi operative per logistica ma no a operazioni di combattimento, fregata per Cipro ma no a navi per Hormuz. Più cauta della Spagna (rottura netta) ma più distante dagli USA rispetto alla posizione iniziale. Il 9 aprile Meloni riferirà in Parlamento: se usa formulazioni più esplicite segnalerà un riposizionamento strutturale.
TX-1719

ELIMINATO IL CAPO INTELLIGENCE DEI PASDARAN: gen. Khademi ucciso in raid israeliano su Teheran. Katz: "Li cacceremo uno per uno." 25+ morti in 24h, 6 bambini. Colpita Università Sharif. Iran risponde con missili su Haifa e droni sugli Emirati.

TX-1718

CESSATE IL FUOCO RESPINTO: l'Iran rifiuta i 45 giorni proposti dai mediatori. Chiede la fine permanente della guerra. Israele colpisce South Pars, il più grande impianto petrolchimico iraniano. AIEA: bombe a 75m dalla centrale nucleare di Bushehr.

TX-1717

ULTIMATUM DI TRUMP ALL'IRAN: "Martedì sarà il giorno delle centrali e dei ponti." Scadenza domani sera per riaprire Hormuz. Teheran: le minacce configurano crimini di guerra. Bilancio: oltre 3.400 morti dall'inizio del conflitto.

TX-1716

Cittadini e aziende presenti in EAU, Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait e Qatar: prepararsi a evacuazione rapida. Situazione in evoluzione

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Kerman (Iran): magazzini della Iranian Pistachio Company a Rafsanjan colpiti da raid aereo fine marzo. Iran è il primo produttore mondiale di pistacchi — Rafsanjan è il cuore della produzione nazionale

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Riyadh: evacuato il King Abdullah Financial District (KAFD). Aziende ordinate di tenere i dipendenti a casa per rischio attacchi missilistici e con droni iraniani. Primo caso documentato di evacuazione del centro finanziario saudita.

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Giornali iraniani, apr. 2026. Temi: ops militari (Vade Sadeq 4, onda 91), Stretto di Hormuz, salute di Trump come variabile geopolitica, diplomazia Witkoff-Aragchi, economia di guerra. Rial +30% dall'inizio del conflitto.

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ArticoloIntelligence — Stampa iraniana, aprile 2026
L'Iran è in guerra. Non metaforicamente: i giornali iraniani coprono un conflitto militare attivo contro USA e Israele, denominato internamente "Operazione Vade Sadeq 4" (Promessa Veritiera 4). Questa settimana è stata registrata la fase 91 — novantunesima ondata consecutiva. Operazioni militari — Tema dominante L'IRGC (Pasdaran) annuncia quotidianamente attacchi: la portaerei Abraham Lincoln presa di mira con 4 missili da crociera Qadr-380 nell'Oceano Indiano settentrionale; ingegneri e piloti americani colpiti in una base segreta negli Emirati con grande numero di morti e feriti confermato dall'attività delle ambulanze; unità droni MQ-1 USA alla base di Ali Al-Salem, Kuwait; attacchi missilistici su Tel Aviv e Haifa con 5 milioni di israeliani in bunker; drone Harop israeliano abbattuto sopra la provincia di Qazvin. Il tono è trionfalistico, codificato in linguaggio religioso-militare. Stretto di Hormuz — Secondo tema dominante Il ministro degli Esteri Aragchi avverte che qualsiasi risoluzione ONU sullo Stretto non risolverebbe nulla, diventerebbe parte del problema — detto in telefonata con Lavrov. Il parlamento iraniano sta discutendo una Legge di Hormuz: testo formale per il controllo e la tassazione del transito nello stretto. I vascelli di paesi non coinvolti nel conflitto passano liberamente con coordinamento con la Marina dei Pasdaran; chi è in guerra, no. L'Europa è descritta come in cerca urgente di un accordo con Teheran per garantirsi l'accesso allo stretto. La Cina afferma: la causa dell'instabilità a Hormuz è la guerra illegale di USA e Israele contro l'Iran. Diplomazia parallela Steve Witkoff (inviato di Trump) ha avuto contatti diretti con Aragchi. Zarif sta elaborando proposte di pace discusse pubblicamente. Assassinati nelle ultime settimane Kamal Kharrazi e Ali Larijani — due figure di spicco. La stampa discute le implicazioni: il momento per la fine della guerra non è ancora arrivato. Trump — La salute come variabile geopolitica Circolano voci sulle condizioni di salute di Trump. Un alto funzionario dell'intelligence iraniano cita preoccupazioni dei paesi del Golfo per il peggioramento della sua salute; questi paesi starebbero cercando nuovi canali con Teheran in caso di vuoto di potere a Washington. Rivelazione: Netanyahu avrebbe detto a un capo dei servizi arabi che abbiamo finché Trump è vivo per iniziare la guerra — motivo per cui gli attacchi sarebbero partiti in anticipo rispetto ai piani. Zarif su X: l'Iran era al cuore della culla della civiltà quando i vostri antenati erano nell'età della pietra — risposta diretta alla minaccia di Trump di riportare l'Iran all'età della pietra. Economia di guerra Il rial iraniano è aumentato del 30% dall'inizio della guerra — probabile effetto rally patriottico e/o entrate da controllo di Hormuz. Il petrolio è in forte rialzo globalmente, citato come pressione sui consumatori americani. Il conflitto pesa su affittuari e mercato immobiliare. Sintesi I giornali iraniani coprono essenzialmente una sola storia: una guerra su più fronti — militare, diplomatico, economico, narrativo — che l'Iran presenta come difensiva e legittima. La novità più rilevante è la dimensione della salute di Trump come variabile geopolitica attivamente pianificata: Teheran sta costruendo scenari alternativi sulla leadership USA.
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Emirati impatto

TX-1711

Stretto di Hormuz: 10 transiti sabato, 11 domenica secondo dati MarineTraffic. Nessun attacco verificato nel weekend nonostante l'escalation militare documentata. Stabilità operativa a breve termine confermata

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Il dato sul traffico sanzionato conferma il pattern documentato nella sessione de-dollarizzazione accelerata, traders asiatici dominanti, India che acquista petrolio iraniano. Hormuz funziona ancora ma per un sistema parallelo a quello occidentale.