Silent People

16.05.2026 15:18Europa/Madrid

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La seconda carica dello stato deride giovani che affrontano il mare per i diritti civili. Il fallimento è dello stato. Il fascismo incarnato dal presidente del Senato si nasconde dietro le parole. Un giorno la verità verrà.

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ArticoloLa Russa e la flottiglia: il fascismo che si nasconde dietro le parole
In un paese come l'Italia, la seconda carica dello stato deride un atto simbolico compiuto da giovani che affrontano il mare cercando di dare un senso concreto alla democrazia e ai diritti civili. Questo è ciò che è accaduto. E questo dice tutto. Il fallimento non è dei ragazzi che salgono su quella barca. Il fallimento è dello stato. Il fallimento è del presidente del Senato. Il fallimento è di chi, dinanzi alla realtà, non vuole vedere e non vuole sentire, e gira gli occhi dall'altra parte. I nostri predecessori non hanno mai tollerato questo. Quello che viene fatto oggi, deridere chi rischia per i diritti civili mentre si tace su un atto di pirateria in acque internazionali, è un atto lurido e meschino. Criminale nella sua sostanza. Il fascismo incarnato dal presidente del Senato non si presenta con la camicia nera. Si nasconde dietro le parole, dietro il sorriso istituzionale, dietro la carica dello stato. E alla fine, come sempre, tutto questo si traduce in business. C'è chi ci guadagna quando la verità non circola. Un giorno la verità verrà.
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Sequestro israeliano della flottiglia: un atto di pirateria ignorato dai media. Gli influencer delle lobby deridono come scappati di casa gli stessi che ieri erano icone quando denunciavano Iraq, Siria e Libia. Diffamazione organizzata.

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ArticoloLa flottiglia sequestrata, i media silenziosi e gli influencer delle lobby
C'è una gravissima operazione israeliana in corso che quasi nessun media menziona: il sequestro di persone a bordo della flottiglia, un atto di pirateria in acque internazionali. Il silenzio è costruito, non casuale. Mentre i media tacciono, la propaganda lavora. Influencer pagati dalle lobby sono stati messi in campo per occupare lo spazio informativo con altro: si parla dei preservativi a bordo, si deridono i partecipanti come scappati di casa, come gente di poco conto. Una narrazione progettata per svuotare di senso la notizia reale. Ma chi sono questi partecipanti? Fino a ieri erano le stesse persone che, quando si trattava di attaccare l'Iraq, la Siria, la Libia, salivano sui media internazionali come voci autorevoli, come icone della denuncia. Venivano intervistati, citati, esaltati. Oggi quegli stessi volti vengono diffamati dagli stessi sistemi che un tempo li amplificavano. Sono i vecchi soldati della democrazia, i veterani di decenni di battaglie civili. Vengono trascinati nel fango da influencer che non hanno mai rischiato nulla e che oggi lavorano per chi ha interesse a far tacere chi ancora denuncia. Questo si chiama diffamazione organizzata. E chi la finanzia lo sa benissimo.
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Elevate probabilità di un attacco all'Iran in un contesto di stato di emergenza, con movimenti tattici degli Stati Uniti già in corso. La finestra temporale ipotizzata è immediata, da questa sera o nei prossimi giorni.

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Le Forze di Difesa Israeliane riferiscono di aver intercettato un drone lanciato dallo Yemen.

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L'Unione Europea prevede di invitare una delegazione dei talebani a Bruxelles per colloqui sull'immigrazione. Il dato segnala un canale diretto con l'attore afghano su gestione dei flussi.

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L'Iran ha mandato un messaggio a Trump. Se continui, taglieremo i cavi di telecomunicazioni nello stretto di Hormuz. Amazon, Google, Microsoft non potranno evitarlo. E dietro l'Ucraina ci sono attori europei che è ora di smascherare.

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ArticoloIl messaggio iraniano a Trump: i cavi di Hormuz e le big tech nel mirino
L'Iran ha inviato un messaggio diretto a Trump. Il contenuto è semplice: smetti di minacciare un paese che è stato aggredito. Se la politica di aggressione continua, l'Iran non esiterà a rispondere in modo che nessuno aveva calcolato. La risposta in questione riguarda i cavi sottomarini di telecomunicazioni che transitano per lo stretto di Hormuz. Tagliarli non è fantascienza. È un'opzione concreta, già valutata. Le conseguenze sarebbero immediate e globali: Amazon, Google, Microsoft e tutte le grandi piattaforme tecnologiche americane non potrebbero evitare l'impatto. La connettività digitale globale passa da quei fondali. Trump deve capire cosa significa questa situazione per il popolo iraniano. E deve capire cosa significa per lui, per il sistema economico americano, per chi in occidente si nasconde dietro l'Ucraina per agire nel territorio iraniano. Gli attori europei che operano attraverso questo canale devono sapere che la maschera di ipocrisia può essere tolta in qualsiasi momento. Il messaggio è arrivato. Adesso tocca a Washington decidere se ha capito.
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Teheran punta a rivedere lo status del fondale marino dello Stretto di Hormuz con l’obiettivo di imporre una tariffa alle compagnie straniere che possiedono cavi sottomarini ad alta velocità.

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Centro storico di Roma. Tre ingressi,campanello coi numeri al posto dei nomi. Lì si incrociano sicurezza italiana, traffici Italia-Israele-Ucraina e navi di petrolio che fanno affari nascondendosi dietro la sicurezza. Quei muri parlano?

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ArticoloL'ufficio "Romano" e i traffici tra Italia, Israele e Ucraina
Nel centro storico di Roma esiste un ufficio particolare. Tre ingressi, uno dei quali dotato di garage, in pieno centro storico. Al campanello non ci sono nomi. Ci sono numeri. Chi sa, sa. Chi non sa, passa oltre. In quell'ufficio si riuniscono persone che fanno parte dell'apparato di sicurezza, scientifico e militare italiano. Si incontrano senza che nessuno ne sappia niente ufficialmente. Senza ordini del giorno. Senza verbali. Senza rendere conto a nessuno. Quello che si organizza lì non è sicurezza nazionale. È traffico. Un sistema che coinvolge l'Italia, Israele e l'Ucraina, con diramazioni che dall'Ucraina arrivano altrove. Rotte che si sovrappongono, interessi che si incrociano, movimenti che nessun documento ufficiale registra. In questo schema ci sono anche le navi di petrolio. Non navigano per la sicurezza. Fanno affari. La sicurezza è la copertura, non la funzione. Chi gestisce queste rotte sa perfettamente cosa trasporta e per conto di chi. Forse qualcuno ha già posizionato una telecamera all'esterno. Forse no. Ma quei muri parlano.
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Si segnala un allarme: gli Stati Uniti avrebbero iniziato a considerare l'ipotesi di un'azione di terra verso l'Iran.

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Presto leggerete che l'IRGC si nascondeva nelle scuole colpite. È il meccanismo classico della propaganda pagata: trasformare crimini di guerra contro civili in obiettivi quasi legittimi. Non ci cascate. Sono criminali di guerra.

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ArticoloLa narrativa delle scuole: come si coprono i crimini di guerra
Chi ha condotto i bombardamenti si è accorto di aver commesso molti crimini di guerra contro obiettivi civili. Scuole, strutture civili, zone residenziali. Colpite. Ora bisogna coprire. Il meccanismo è già in moto. Fra poco vedrete apparire sui giornali articoli che raccontano come l'IRGC e i servizi segreti iraniani si nascondessero all'interno delle scuole. La logica è semplice: se riesci a far credere che quelle scuole erano basi militari, il bombardamento diventa quasi legittimo. Il crimine si trasforma in operazione. I giornalisti mercenari, pagati dalle stesse lobby che finanziano la propaganda, stanno già lavorando a questa narrativa. Non è giornalismo. È una funzione di copertura per chi ha già commesso l'atto. La realtà è un'altra. Colpire obiettivi civili è un crimine di guerra. Costruire dopo una narrativa per giustificarlo è parte dello stesso crimine. Questi sono criminali di guerra. E i giornalisti che ne costruiscono la copertura sono complici.
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Iran-Russia: partnership strategica post-guerra. Sviluppo in difesa, energia e corridoi, commercio fino a 10-30 mld$. Mosca chiave per resilienza economica iraniana contro sanzioni.

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La Turchia ribadisce il proprio ruolo di partner importante e indispensabile per EU nel processo in corso e, come paese candidato, si dice pronta a sviluppare i rapporti con il blocco su impegni reciproci e sulla prospettiva della piena adesione.

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Schmidt lascerà la Bosnia dopo le elezioni. Nel quadro politico emerge timore per possibili decisioni dell’ultima ora, descritte come una “legge sull’aeroporto davanti alla porta dell’aereo”, segnale per atti improvvisi prima dell’uscita.

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Il Giappone riceverà il primo carico di petrolio greggio dall'Azerbaigian dopo la guerra con l'Iran.

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L’Iran ha fermato il transito di una seconda nave cisterna di GNL diretta dal Qatar al Pakistan: l’unità non ha attraversato lo Stretto di Hormuz ed è rientrata.

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Il ministro degli esteri francese annuncia che i ministri degli esteri dell'UE hanno raggiunto un accordo su nuove sanzioni contro gli occupanti israeliani in Cisgiordania, segnalando un irrigidimento della linea europea sul terreno dell'occupazione.

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USA-Iran: chiusura di Hormuz accelera la transizione verso energie pulite dominate dalla Cina (solare, batterie, EV, minerali critici). USA in difficoltà per linea aggressiva di Trump.

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Teheran attivate le difese contro droni non identificati, stato di allerta.

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Nel sistema decisionale iraniano il nodo non è solo la continuità della dottrina nucleare, ma l'assenza di un meccanismo efficace di revisione strategica davanti a grandi shock di sicurezza.

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In Iran abbattuto un drone nel sud ovest. Attivate le difese, il Paese è in stato di allerta.

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