TX-3257

ANSAR ALLAH COLPISCE DEPOSITI DI ARMI IN YEMEN, MENTRE IL NUOVO PATTO DELLA MECCA SI TROVA DAVANTI AL PRIMO TEST. L’IPOTESI DI UN COINVOLGIMENTO DELL’IRAN NEL PATTO VIENE LETTA COME POSSIBILE STRUMENTO DI CONTENIMENTO DI TEHERAN

TX-3256

ANSAR ALLAH COLPISCE A 1.000 KM: HOUTHI YEMEN ESTENDONO LA PORTATA DELLE LORO OPERAZIONI FINO AL LARGO DI YANBU, NEL NORD DEL MAR ROSSO, DIMOSTRANDO UNA CAPACITÀ DI PROIEZIONE A LUNGHISSIMA DISTANZA.

TX-3255

NEGLI STATI UNITI E' ORMAI CORRENTE IL PARAGONE TRA LA GUERRA IN IRAQ E QUELLA CONTRO L'IRAN. IL PRECEDENTE CITATO SONO I DOSSIER FALSI SULL'ARSENALE DI SADDAM.

Articoli collegati

ArticoloNON SIAMO PIÙ GRADITI
NON SIAMO PIÙ GRADITI A leggere i giornali occidentali sembra che possiamo ancora gestire le cose. Omettono un dettaglio: non siamo più graditi. Negli Stati Uniti è ormai sdoganato il paragone tra la guerra in Iraq e quella contro l'Iran, e il paragone regge perché il metodo è identico. Allora furono costruiti dossier falsi per convincere le intelligence occidentali che Saddam Hussein stesse realizzando un ordigno nucleare, e riteniamo che l'origine di quel materiale vada cercata nei servizi israeliani. Il SISMI si adoperò per falsificarli: il nome di chi lo fece lo sanno tutti e non lo scriviamo, per pietà umana, perché non serve ravanare nella miseria. Restano cinquecentomila morti, di cui l'Italia è in parte responsabile, e resta il fatto che nessuno abbia pagato. È da lì che si è alzata l'onda anomala contro la coalizione Epstein. Oggi lo stesso apparato ripete gli stessi gesti, ma con meno credito. Gli Stati Uniti parlano di embargo finanziario all'Iran, e nel momento in cui lo annunciano hanno già perso; organizzano un incontro riservato con al-Sharaa, il terrorista dell'ISIS, e hanno perso di nuovo. La conferma la dà chi dovrebbe reggere l'argomento: il segretario al Tesoro annuncia l'offensiva economica su Teheran, e due mesi fa, in convegno, dichiarava apertamente che all'Iran i soldi erano stati sottratti. Due frasi dello stesso uomo a sessanta giorni di distanza, che si smentiscono a vicenda. Dietro tutto questo c'è una struttura, e Israele ne è la prima vittima. Guerrafondai ricchissimi e violentatori controllano le piattaforme OSINT da cui i servizi di mezzo mondo attingono informazioni, con un meccanismo corruttivo sistemico: gli agenti che dentro le istituzioni avevano deciso di comprare quelle piattaforme oggi sono passati dall'altra parte e le rivendono. È una catena di traffico di influenze così evidente che nessuno vuole vederla, perché tutti ne sono complici. Il quadro economico che la sostiene è altrettanto fragile. Le aziende dell'intelligenza artificiale stanno nascondendo le perdite nei bilanci. I paesi del Golfo sono in caduta libera e comprano armi: è naturale che ci si facciano affari, ma va tenuto conto di due cose. La prima è che l'Iran è diventato un attore decisivo per la sicurezza della regione. La seconda è che quelle monarchie stanno traballando tutte, e chi firma oggi non sa con chi si troverà a trattare domani. A Trump serve un accordo rocambolesco. Gli serve un incidente per giustificare l'uso di un ordigno atomico che nessuno gli ha autorizzato e che neanche la propaganda è riuscita a rendere accettabile. La pericolosità dei prossimi sessanta giorni sta esattamente qui: l'amministrazione americana non crede più al cedimento dell'Iran, i prezzi salgono in tutto il mondo e i governi non riusciranno a tenere le piazze. L'Europa ha venduto i propri figli, condannandoli alla miseria, e si è resa complice di crimini di guerra. L'Iran ha cambiato completamente rotta e colpirà chiunque giochi su due tavoli. Quindi Meloni dei due mondi, quando parli pesa le parole e portati un buon traduttore: perché a dire "mo faccio io" saranno le aziende a essere colpite.
TX-3254

FAMIGLIE DI MILITARI STATUNITENSI TRASFERITE DAL BAHREIN VERSO IL GOLFO, IN PREVALENZA IN QATAR, RISULTANO BLOCCATE. NESSUN PIANO PREDISPOSTO PER IL LORO RIENTRO.

Articoli collegati

ArticoloFAMIGLIE DI MILITARI USA BLOCCATE NEL GOLFO
Molte famiglie di militari statunitensi che si trovavano in Bahrein sono state trasferite in altre aree del Golfo, in prevalenza in Qatar, a causa della situazione di incertezza. Risultano di fatto bloccate. L'esercito statunitense non ha al momento alcun piano per il loro rientro o ricollocamento, e la condizione sta diventando insostenibile. Vi si aggiunge il blocco delle navi americane nello Stretto di Hormuz. Il morale delle forze statunitensi nella regione sta scendendo in modo marcato.
TX-3253

Scontri nell’area di Khabat, a Erbil, tra gruppi armati legati alla tribù curda Harki e forze Peshmerga. Secondo le prime informazioni, i combattimenti avrebbero portato al cambio di controllo dell’area.

TX-3252

GLI APPARATI DI SICUREZZA ITALIANI OPERANO SENZA UN REFERENTE POLITICO E NON CONDIVIDONO IL LAVORO

Articoli collegati

ArticoloHANNO RUBATO IL NOME DI MATTEI
Il problema non è il Piano Mattei. È il sistema che dovrebbe attuarlo. Diplomazia, politica e apparati di sicurezza si muovono come corpi separati, impegnati a contendersi spazi, influenza e visibilità invece di perseguire un obiettivo nazionale. E gli apparati di sicurezza non hanno un referente politico. Non condividono il lavoro. Giocano a piazzare le mogli degli amici e i figli. È una droga del potere, e ha logorato il sistema Italia fino a consumarlo. La vicenda dell'ambasciatore italiano in Etiopia è l'ennesimo segnale di questo cortocircuito. Quando gli interlocutori dello Stato non si parlano, le informazioni non circolano e ogni apparato difende il proprio territorio, la politica estera diventa una guerra tra prime donne. Ma non è solo l'Africa, ed è qui che il quadro diventa serio. In Libia abbiamo perso tutto: ci usano per le fotografie mentre i turchi si prendono pian piano le fette di mercato. Sull'Iran abbiamo perso la neutralità, che era il nostro unico capitale. In Albania un fallimento dietro l'altro. In Iraq siamo scappati dopo due missili. Un tempo la nostra neutralità mascherata era l'inizio di una trattativa, il motivo per cui ci cercavano. Oggi non ci cerca più nessuno. L'allineamento del sistema Italia a un clan affaristico come la coalizione Epstein, elevato a politica estera, è il degrado più totale della nostra nazione agli occhi di miliardi di persone. Non di qualche cancelleria: di miliardi di persone. Il conto non lo pagano i protagonisti delle faide. Lo pagano le imprese italiane, lasciate a lavorare in mercati dove la credibilità dello Stato è la condizione d'ingresso, e dove non l'hanno più. E poi c'è il nome. Hanno preso quello di Enrico Mattei e ci hanno appiccicato sopra questa roba. Mattei era un patriota, uno che pagò con la vita il tentativo di sottrarre l'Italia al ricatto delle grandi compagnie, e che trattava da pari con i paesi produttori quando in Occidente nessuno si sognava di farlo. Andare in giro per l'Africa con il suo nome cucito addosso, mentre si chiede il permesso a Washington prima di aprire bocca, significa sporcare la memoria di un uomo che faceva l'esatto contrario. E significa accostare il nome dell'Italia a criminali di guerra, con le mani strette davanti alle telecamere e le fotografie che restano agli atti per sempre. Le opposizioni chiedano conto di questo fallimento. Non del titolo dell'iniziativa, ma di cosa è stato fatto in nome di Mattei, con quali soldi, con quali interlocutori e con quali risultati. Un Paese che vuole competere non può presentarsi con istituzioni che si contendono il comando. Senza una regia unica, informazioni condivise e una strategia nazionale, il Piano Mattei non è un progetto geopolitico: è la vetrina delle debolezze dello Stato italiano. E le conseguenze stanno per arrivare. Questo è solo l'inizio.
TX-3251

Il disimpegno USA dall’Europa partirà dall’Ucraina, mentre la Russia procede con un rafforzamento militare in Bielorussia. Il nuovo assetto ridisegna gli equilibri strategici sul fianco orientale europeo.

TX-3250

IL CANADA HA SPERIMENTATO IL METODO TRUMP: RITIRO ALL'ULTIMO MOMENTO. LO STESSO SCHEMA IN TUTTE LE TRATTATIVE CON L'IRAN, CON INTERMEDIARI POI RIMASTI UCCISI.

Articoli collegati

ArticoloPENSAVO FOSSE PIÙ FACILE
Il Canada ha imparato a proprie spese cosa significa trattare con Trump: all'ultimo momento si ritira. È successo in tutte le trattative, e in modo particolare con l'Iran, dove sono stati usati europei e vari intermediari, poi rimasti uccisi nel corso di quelle false trattative con la complicta dei capi dei servizi segreti. Da questo Giorgia Meloni non può uscire dicendo che pensava fosse più facile. Ha portato l'Italia dentro una complicità di genocidio. Ha dato agibilità politica a stupratori come al-Masri. Ha sostenuto Israele e coperto un grave crimine di guerra. Nel frattempo i giornalisti italiani Prezzolati, ridicolizzavano la Flotilla, che era un atto simbolico di resistenza. E nessuno ha difeso una cittadina italiana, Francesca Albanese, davanti a sanzioni imposte illegalmente dagli Stati Uniti. Né si è mosso nulla per il rapimento di due cittadini italiani da parte del criminale di guerra Haftar Libia , chiuso con uno scambio di criminali libici. Dbeibah si sarebbe rifiutato di procedere ad un arresto dei membri della Flotilla,Saddam Haftar si è prestato al gioco. Perchè una faida interna e di successione al padre , e consolidare la propria posizione, avrebbe Bisogno di ottenere un piu ampio consenso Internazionale. La magistratura europea ha tutte le carte per cominciare la resa dei conti. Si inizi dal Nord Stream: un attacco terroristico a un'infrastruttura europea, davanti al quale tutti sono rimasti in silenzio. La gloria dei popoli aspetta giustizia.
TX-3249Thread 2

Trump affida al Pakistan un nuovo canale con Teheran: Asim Munir sarà a Teheran per rilanciare la mediazione. Il piano di strangolamento dell’Iran è già fallito

Apri per vedere l'intero thread collegato.

Leggi tutto il thread
TX-3248

Aquiloni e strumenti a basso costo diventano armi di logoramento contro Israele, costringendo i sistemi di sicurezza a impiegare risorse molto più costose: La guerra dello sfinimento economico e militare.

Aquiloni e strumenti a basso costo diventano armi di logoramento contro Israele, costringendo i sistemi di sicurezza a impiegare risorse molto più costose: La guerra dello sfinimento economico e militare.
TX-3247Thread 2

Esiste una trattativa informale tra Stati Uniti e Iran, condotta nel silenzio più totale, che prenderà forma entro 72 ore. La speranza è che l'amministrazione USA non abbia colpi di testa. Perché il prezzo di un'iniziativa fuori tempo è già scritto.

TX-3246

ARABIA SAUDITA, TURCHIA E PAKISTAN AVREBBERO CHIESTO ALL'IRAN DI ADERIRE AL PATTO DELLA MECCA. LA NOTIZIA, SE CONFERMATA, RIDISEGNEREBBE GLI EQUILIBRI REGIONALI.

Articoli collegati

ArticoloIL PATTO DELLA MECCA E LE DUE LETTURE
Arabia Saudita, Turchia e Pakistan avrebbero chiesto all'Iran di entrare nel Patto della Mecca. Se la notizia è vera, cambia il futuro delle relazioni in Medio Oriente. Le letture possibili sono due, e portano in direzioni opposte. La prima è di sicurezza collettiva. Se l'Iran ne facesse parte, un attacco statunitense o israeliano contro uno qualsiasi di quei paesi diventerebbe un attacco a tutti. Non è più una crisi regionale: è guerra totale. E chiunque valuti un'operazione dovrebbe rifare i conti sapendo che la risposta non arriva da un solo Paese. La seconda è di contenimento. Il patto servirebbe a neutralizzare lo Yemen e gli alleati iraniani che ogni giorno indeboliscono le forze sostenute da Riad. In questa lettura non è un'apertura a Teheran: è il tentativo di comprarne la neutralità sul fronte che sta costando di più. Le due ipotesi non si escludono, e chi ha proposto il patto può averle entrambe in mente. Intanto Trump sta strangolando le economie del Golfo sperando che l'Iran ceda dall'interno. È una scommessa su chi crolla per primo, e i dati dicono che a cedere per prime sono le economie che dipendono dai flussi, non quella che è sotto sanzione da quarant'anni. E c'è un movimento che l'Europa non ha registrato. Il disimpegno americano dalla NATO è già in essere, non annunciato ma in corso. Gli europei non se ne sono accorti. Tra una settimana, negli Stati Uniti, si deciderà il destino dell'Ucraina. L'Iran, dal canto suo, ha cominciato a trattare con la propria diplomazia informale. Chi si muove così non aspetta un tavolo: se lo costruisce dove serve.
TX-3245

Dopo la visita a Baghdad del presidente del Parlamento iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, l’Iran ha autorizzato il passaggio di diverse petroliere irachene attraverso lo Stretto di Hormuz, in seguito a ripetute richieste da parte di Baghdad.

TX-3244

La Turchia avrebbe schierato tra i 200 e i 250 veicoli blindati e 20 carri armati nella regione sud-occidentale della Siria.

TX-3243

ANSAR ALLAH COLPISCE DA UN DRONE AD ALTA QUOTA UN CARRO ARMATO ABRAMS SAUDITA, DISTRUGGENDOLO.

TX-3242

Stretto di Hormuz

TX-3241

Un centro di riparazione in Libano ha scoperto, dentro una batteria al litio per pannelli solari danneggiata da un bombardamento, una piccola scheda con chip Wi-Fi e microfono.

TX-3240

AVVISO ROSSO INTERPOL PER NETANYAHU PER L’INTERCETTAZIONE DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA. ALLA LUCE DELLA DETENZIONE DI DUE CITTADINI ITALIANI DA PARTE DI HAFTAR, RESTA DA CHIEDERSI SE L’ITALIA ADOTTEREBBE UNA MISURA ANALOGA NEI SUOI CONFRONTI.

TX-3239

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AKIN GÜRLEK AFFERMA CHE ANKARA HA RICHIESTO UN AVVISO ROSSO INTERPOL PER IL PREMIER ISRAELIANO BENJAMIN NETANYAHU NELL’AMBITO DEL PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO IN CORSO PER GENOCIDIO.

TX-3238

ANSAR ALLAH: il movimento yemenita afferma di aver impedito il passaggio di 48 navi e di aver preso di mira 8 petroliere nel corso delle operazioni contro il traffico marittimo.