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Kiev è attualmente sotto attacco

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L'attacco al Libano segna un cambio di strategia: fallito il tentativo di cambiare regime in Iran, Israele ripiega per ostacolare a ogni costo la rinascita dell'influenza iraniana in Medio Oriente.

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ArticoloLibano, il ripiego di Israele e la pace «sintetica» di Trump
L'attacco israeliano al Libano va letto come un cambio di strategia. Non essendo riuscito a rovesciare il regime in Iran, Israele è costretto a ripiegare su se stesso. L'obiettivo principale diventa ostacolare a ogni costo la ricostruzione dell'influenza iraniana in Medio Oriente e impedire la normalizzazione dei rapporti tra Teheran e gli altri Paesi della regione. Per farlo, secondo questa lettura, Israele dovrà alimentare crisi e tensioni: allarmi mediatici, dossier costruiti ad arte — un terreno in cui ha una lunga specializzazione — e possibili operazioni sotto falsa bandiera. Sul fronte americano, Trump è stato di fatto obbligato a concedere qualcosa: ha scelto la via negoziale per evitare ulteriori perdite. Ma in Iran non tutti credono agli accordi con gli Stati Uniti, perché in passato ne sono già stati firmati e poi puntualmente cancellati. I primi riscontri concreti si vedranno nel giro di una settimana. Netanyahu ha già dichiarato che non si ritirerà dal Libano, mentre a Trump serve soltanto una pace sintetica, falsa e di facciata.
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Annuncio sulla TV di Stato iraniana: l'accordo è stato raggiunto.

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Trump sta offrendo concessioni all'Iran per evitare una risposta militare, ma chiede in cambio la firma immediata dell'accordo.

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Un volo Kish Air partito da Kish e diretto a Teheran non ha ottenuto l'autorizzazione all'atterraggio presso l'aeroporto di Mehrabad ed è stato deviato verso scali nel nord dell'Iran

Un volo Kish Air partito da Kish e diretto a Teheran non ha ottenuto l'autorizzazione all'atterraggio presso l'aeroporto di Mehrabad ed è stato deviato verso scali nel nord dell'Iran
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Iran in stato di allerta. Prestare la massima cautela

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Rilevate anomalie e interferenze ai segnali GPS in Giordania

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Rilevati movimenti tattici iraniani

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Trump chiede all'Iran di evitare attacchi contro Israele e punta su concessioni negoziali per mantenere aperto il percorso

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Trump finge di cercare l'equilibrio pur sapendo bene cosa stava accadendo. E intanto Israele si arroga il diritto di colpire chiunque, legittimato dalla formula «Israele ha diritto a difendersi».

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Articolo«Il diritto a difendersi»: la formula che copre tutto
Trump cerca disperatamente di mantenere l'equilibrio, o almeno di farlo credere, pur essendo pienamente consapevole di ciò che stava accadendo. Da uomo che confonde la furbizia con l'abilità, e che non sembra comprendere cosa significhi rispettare i patti, mescola pressappochismo e arroganza. Un fatto solo in apparenza ridimensionato dall'amministrazione statunitense, ma che sul piano diplomatico e militare pesa moltissimo: Israele si arroga il diritto, nonostante un accordo, di bombardare, uccidere e colpire chiunque ritenga, e lo fa sentendosi legittimato. La legittimazione passa da una frase ormai automatica, «Israele ha il diritto di difendersi», ripetuta dai giornalisti di tutto il mondo. A nostro giudizio non è uno slogan nato per caso: appare costruito a tavolino dalle società di comunicazione come arma culturale, utile a far accettare all'opinione pubblica anche i crimini più gravi, qualunque sia il governo che li commette.
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Trump sarà di nuovo smentito dai fatti: l'Iran, per ora, non firmerà alcun accordo, nonostante la delegazione del Qatar oggi a Teheran. E lo scontro con Israele è destinato a salire ancora.

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ArticoloNessun accordo per l'Iran, e l'Europa che tace
Trump sarà ancora una volta smentito dai fatti. L'Iran, per adesso, non è disposto a firmare alcun accordo, nonostante in queste ore una delegazione del Qatar si trovi a Teheran per tentare una mediazione. Intanto Israele agisce senza freni, e a nostro giudizio può permetterselo grazie al silenzio europeo. Un silenzio che appare tutt'altro che casuale: secondo questa lettura è alimentato dagli interessi legati all'acquisto di armi da parte dei Paesi europei, e da una rete di influenza fatta di viaggi, donazioni a centri studi e rapporti compiacenti con una parte della stampa, che finisce per ripetere come un mantra le tesi più indifendibili. È un'accusa pesante, ed è bene presentarla come una chiave di lettura, non come un verdetto: ma il quadro è quello di un'Europa che ha scelto di non vedere. Sul fronte americano, il compleanno di Trump si è rivelato un boomerang. I giornali che avevano annunciato un grande evento si sono ridotti, di fatto, a un copia-incolla di veline, senza alcun contenuto reale. Lo scenario, infine, resta apertissimo sul piano militare: secondo questa lettura l'Iran si prepara a colpire Tel Aviv, e l'escalation potrebbe arrivare a breve.
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La crisi iraniana è intrecciata con gli attacchi ucraini alle infrastrutture russe. La Russia per ora incassa, ma non è escluso che reagisca. Intanto l'Europa resta disinformata e l'Italia scivola nell'irrilevanza politica.

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ArticoloIran, Ucraina e l'irrilevanza italiana
La crisi iraniana non va letta come un fronte isolato. È intrecciata con gli attacchi quotidiani che l'Ucraina porta alle infrastrutture critiche russe. Per ora Mosca incassa e non risponde, ma le sue intelligence monitorano in modo costante le attività europee di finanziamento all'esercito ucraino. Non è affatto escluso che la Russia decida di reagire in modo deciso: secondo questa lettura esistono già piani definiti, in attesa solo del momento. Il problema più grave è interno all'Europa: le opinioni pubbliche sono tenute all'oscuro di ciò che sta accadendo, da una stampa che appare allineata e da istituzioni e classi politiche prive di autonomia. In questo quadro l'Italia si è ridotta all'irrilevanza politica. Il governo Meloni, di fatto, non sembra più in grado di reagire. La premier appare più assorbita dalla gestione delle poltrone e dagli equilibri interni che dall'azione di governo. Mantovano coltiverebbe l'ambizione del Quirinale, pur dovendo ancora molte spiegazioni sul caso Paragon. L'aver legato il destino politico del Paese a Trump si è rivelato fallimentare: resta difficile capire perché la presidente del Consiglio si sia vincolata a una figura tanto controversa, così come perché abbia legato mani e piedi l'Italia a interessi ucraini e israeliani. Il dato di fatto è che la gran parte delle iniziative di questo esecutivo si è dissolta nel nulla. L'aspetto più inquietante è che le decisioni più rilevanti non sembrano maturare nei luoghi istituzionali. Infine la prova dei fatti: l'Italia, che rivendica un rapporto privilegiato con la Libia, non riesce nemmeno a ottenere la liberazione di un attivista della flottiglia sequestrato dalle autorità libiche legate ad Haftar. Oltre alle foto opportunity di cui questo governo è ghiotto, sul terreno concreto non produce risultati. I dettagli di questa vicenda in un prossimo intervento.
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Israele è in stato di allerta

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L'Iran si sta preparando ad attaccare Israele. Segnalati preparativi militari e attività operative che potrebbero preludere a nuove azioni. Prestare la massima cautela

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Prestare attenzione Movmenti tattici Iraniani

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Con l'annuncio dell'accordo, il prezzo del petrolio è destinato a ridursi, consentendo agli USA di ricostituire le riserve strategiche. Non illudiamoci: questo sviluppo non segna la fine delle tensioni e ulteriori operazioni sono già all'orizzonte.

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Un caccia F-35 statunitense ha dichiarato emergenza generale, trasmettendo il codice 7700 mentre si trovava nello spazio aereo degli Emirati Arabi Uniti.

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Quattro aerei da rifornimento dell'Aeronautica statunitense sono attualmente operativi nella regione del Golfo.

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Peschereccio iraniano è stato attaccato nei pressi di Sirik

TX-2590Thread 2

Ahmad al-Sharaa isis è stato invitato a visitare la Casa Bianca il 14 giugno.

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