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TX-2037

Istruzioni per il transito nello Stretto di Hormuz, secondo la nuova Autorità dello Stretto di Hormuz

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ArticoloLe Regole
Pagamento dei pedaggi in rial iraniani. Presentazione di garanzie tramite il sistema bancario iraniano. Navi appartenenti a Paesi ritenuti responsabili di danni all’Iran o coinvolti in sanzioni potrebbero essere soggette a restrizioni o obblighi compensativi prima del transito. Nei documenti ufficiali deve essere utilizzata la denominazione “Golfo Persico”. Il mancato rispetto delle disposizioni può comportare il sequestro della nave e sanzioni fino al 20% del valore del carico. Transito consentito esclusivamente nei corridoi marittimi designati, nel rispetto delle istruzioni delle autorità militari iraniane. Il transito è vietato alle navi collegate a Israele o provenienti/dirette verso porti israeliani (Haifa, Ashdod, Eilat).
TX-2036

La nuova strategia USA NATO e l’affarismo Italiano Turco nella vendita di armi un “cavallo di Troia”. Alcuni politici ritengono di poter parlare di neutralità. Non potendolo fare Israele, Meloni SI presta per assecondare gli usa

TX-2035Thread 2

Una nave cargo nel Golfo, la CGM San Antonio, sarebbe stata colpita da un presunto missile da crociera a lungo raggio, causando il ferimento di alcuni membri dell’equipaggio filippino

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TX-2034

Il presidente Donald Trump ha annunciato la “sospensione” del Progetto Freedom dopo un solo giorno dall’avvio dell’operazione.

TX-2033

L’Iran annuncia l’istituzione dell’“Autorità dello Stretto del Golfo Persico”, nuovo quadro giuridico per il transito nello Stretto di Hormuz. Le navi devono ottenere autorizzazione, contattare l’autorità e pagare pedaggi; info via info@PGSA.ir.

TX-2032

Questa sera, droni iraniani Shahed-136 hanno colpito la sede del Partito Komala del Kurdistan iraniano nel governatorato di Sulaymaniyah, nel Kurdistan iracheno.

TX-2031

Le navi che intendono transitare nello Stretto di Hormuz vengono informate delle procedure tramite e-mail da info@PGSA.ir, si conformano al quadro operativo e ottengono autorizzazione al transito.

TX-2030

Il falso bombardamento agli Emirati era una false flag. Pakistan, Arabia Saudita, tutto il Golfo all'ONU per la navigabilità di Ormuz: una catena di reazioni organizzate. Il presidente iraniano non ha bombardato nessuno. È semplice.

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ArticoloLa false flag di Ormuz e la corsa al diritto di navigazione
Il bombardamento agli Emirati non è avvenuto. Era una false flag, costruita con supporto mediatico e logistico per produrre una catena di reazioni calcolate. La reazione è arrivata puntuale. Il Pakistan reagisce, l'Arabia Saudita ha preso posizione, tutti i paesi del Golfo hanno presentato all'ONU una richiesta di discussione con USA . L'obiettivo è ottenere un appiglio giuridico sulla cosiddetta navigabilità dello stretto di Ormuz, cioè far entrare nel diritto internazionale il controllo di un passaggio nelle acque iraniane. Le dichiarazioni, le prese di posizione che si sono susseguite nelle ultime ore fanno parte dello stesso schema. Non sono reazioni spontanee a un evento costruito . Sono i movimenti di una partita già scritta prima. Il presidente iraniano non ha litigato con nessuno perché non ha bombardato nessuno.
TX-2029Thread 2

Una nave è stata colpita nello Stretto di Hormuz. Portacontainer, che tentava di attraversare senza coordinamento, è stata colpita e incendiata; ignoti proprietà, natura e destino dell’equipaggio.

TX-2028

Dichiarazione ufficiale iraniana smentisce Abu Dhabi: le forze armate non hanno condotto alcuna operazione missilistica contro gli Emirati. Teheran avverte: qualsiasi azione contro l'Iran avrà forti ripercussioni.

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ArticoloL'Iran smentisce gli Emirati
È stata rilasciata una dichiarazione ufficiale: le forze armate della Repubblica Islamica non hanno condotto alcuna operazione missilistica contro gli Emirati Arabi Uniti. La dichiarazione smentisce direttamente quanto affermato dal Ministero della Difesa emiratino. Teheran non si ferma alla smentita. Avvisa che qualsiasi attività intrapresa contro l'Iran avrà forti ripercussioni. Il messaggio è preciso: ogni azione contro la Repubblica Islamica troverà una risposta. Secondo fonti di intelligence, sul tavolo sono già state decise operazioni anfibie contro gli Emirati nel caso in cui Abu Dhabi oltrepassi la linea rossa. Non è un'ipotesi in discussione. È un piano deliberato, pronto all'attivazione. Il quadro si chiarisce: attacchi a Fujairah attribuiti all'Iran da Abu Dhabi, smentita formale di Teheran, piano anfibio già approvato come risposta a qualsiasi escalation. La regione è entrata in una fase in cui ogni passo può diventare il passo decisivo.
TX-2027

Fujairah non è un attacco solo dall'esterno. Negli Emirati c'è una frattura: chi vuole la regionalizzazione di Ormuz con l'Iran e chi segue Israele e Washington. La colpa va all'Iran. Ma la mina è dentro.

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ArticoloFujairah e la guerra interna agli Emirati
Le esplosioni al porto di Fujairah non vengono solo dall'esterno. L'operazione porta impronte americane, inserita in un disegno più ampio di pressione militare nel Golfo. Dentro gli Emirati esiste oggi una frattura. Una parte della leadership punta alla neutralità, vuole un accordo diretto con l'Iran per la regionalizzazione dello stretto di Ormuz, vuole gestire il transito come questione regionale. L'altra parte ha scelto il campo opposto, stretta a Israele e agli Stati Uniti, convinta che la protezione militare americana sia l'unica garanzia di sopravvivenza. Questa divisione produce effetti concreti. Le decisioni si contraddicono, i segnali verso Teheran e verso Washington sono spesso in conflitto. La narrazione pubblica emiratina indica l'Iran come responsabile di tutto ciò che accade nel Golfo. Ma chi conosce la struttura interna del potere ad Abu Dhabi sa che parte della tensione nasce dentro casa. Fujairah è uno dei nodi logistici più sensibili al mondo. Un attacco lì non è mai casuale. Nella guerra per il controllo di Ormuz, la linea di fuoco passa anche attraverso i palazzi degli Emirati.
TX-2026

Gli Stati Uniti offrono una ricompensa di 10 milioni di dollari per informazioni sul luogo in cui si trova Sheikh Akram al-Kaabi. Gli USA sono spesso considerati non affidabili nel pagamento di queste ricompense.

TX-2025

Il passaggio nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato, non sarebbe navigabile sul lato omanita dove alcune navi si sono incagliate; il transito avverrebbe quindi dal lato iraniano. Si invita le compagnie di navigazione alla massima cautela.

TX-2024

L’Albania è indicata come punto di transito del petrolio libico verso l’Europa via Italia, da Tobruk, Bengasi e Ras Lanuf, con collegamenti anche alla Turchia e agli Emirati Arabi per il riciclaggio di denaro. La petroliera AVAX.

TX-2023

Visita del ministro iraniano in Cina prima dell’incontro Trump-Xi: possibili decisioni su Iran e Stretto di Hormuz.

TX-2022

Movimenti tattici iraniani in corso: si invita alla massima moderazione e cautela.

TX-2021

Gli Emirati Arabi Uniti hanno espulso circa 15.000 lavoratori sciiti pakistani.

TX-2020

Le navi stanno evacuando il porto di Ras Al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti, su ordine delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

TX-2019

Attacchi missilistici e con droni contro gli Emirati Arabi Uniti,le autorità invitano i cittadini a rimanere in luoghi sicuri.

TX-2018

Allerta per chi si trova attualmente negli Emirati: monitorate con attenzione la risposta iraniana. Il piano americano prevede operazioni di destabilizzazione interna all'Iran . Il piano è già sul tavolo. Gli indizi ci sono.

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ArticoloOperazioni di destabilizzazione interna all’Iran: il piano americano via Kurdistan e Baluchistan
Parallelamente all’operazione sulle isole nello Stretto, gli Stati Uniti stanno portando avanti un piano per creare instabilità all’interno del territorio iraniano. I vettori di ingresso identificati sono il Kurdistan e il Baluchistan, due regioni con forti tensioni etniche e storiche che possono essere usate come corridoi per operazioni di tipo paramilitare e terroristico contro obiettivi strategici iraniani. Il piano non è una speculazione. Gli indizi già presenti sul terreno indicano che la fase preparatoria è avanzata. La logica è quella di aprire un secondo fronte interno all’Iran mentre la pressione militare esterna si intensifica sullo Stretto, costringendo Teheran a disperdere le proprie risorse di sicurezza su più fronti simultanei. L’Iran conosce questa dottrina e la risposta iraniana non sarà solo difensiva. Chi si trova attualmente negli Emirati Arabi Uniti deve monitorare con la massima attenzione l’evoluzione delle prossime ore. La risposta iraniana al complesso di queste operazioni può essere rapida, multidirezionale e colpire dove l’avversario è più esposto economicamente e logisticamente. Gli Emirati, per le ragioni già note, rimangono il bersaglio più probabile e più vulnerabile.