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Le condizioni iraniane ampliano il negoziato, legando Hormuz a dossier militari, finanziari e nucleari. La chiusura dello Stretto resta uno dei principali strumenti di pressione.

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ArticoloNUOVE CONDIZIONI PER LA GESTIONE DELLO STRETTO DI HORMUZ
Le priorità negoziali iraniane sembrano rimanere sostanzialmente allineate alle posizioni precedentemente espresse da Teheran. Tuttavia, secondo le informazioni disponibili, l'Iran avrebbe superato il precedente quadro delineato nel cosiddetto Memorandum di Islamabad, articolando una nuova piattaforma negoziale strutturata attorno a sette condizioni principali. Tra gli elementi indicati figurano: Cessazione delle ostilità su tutti i fronti, con riferimento ai teatri di Gaza, Libano e Iran. Revoca del blocco, con il ripristino delle condizioni necessarie alla libera circolazione e alla ripresa dei flussi commerciali. Sblocco di una quota significativa degli asset iraniani congelati presso istituzioni finanziarie estere. Revoca delle sanzioni internazionali e statunitensi applicate all'Iran. Riconoscimento della rotta iraniana attraverso lo Stretto di Hormuz, elemento che potrebbe attribuire a Teheran un ruolo diretto nella definizione delle condizioni di transito. Riconoscimento dei diritti nucleari dell'Iran, compreso il diritto all'arricchimento dell'uranio e il mantenimento di una riserva indicata in circa 400 kg di uranio arricchito al 60%. Ulteriori garanzie e disposizioni di natura politica, economica e strategica, la cui formulazione completa non risulta al momento pubblicamente disponibile. Sul piano diplomatico, emergono inoltre segnali di cautela da parte dei Paesi del Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti avrebbero deciso di non inviare il Ministro degli Esteri alla prossima riunione, optando per la partecipazione di un consigliere ministeriale. Il Bahrein, invece, avrebbe per il momento escluso la propria partecipazione. La composizione della delegazione dei Paesi regionali evidenzia un approccio prudente rispetto al nuovo quadro negoziale iraniano. L'assenza dei principali rappresentanti politici potrebbe indicare la volontà di mantenere un margine di manovra diplomatico, evitando un coinvolgimento diretto fino alla definizione dei termini dell'intesa.
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I prezzi del greggio schizzano verso l’alto, raggiungendo quota 108 dollari al barile.

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gli USA hanno deciso di bombardare siti nucleari iraniani.

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gli USA stanno organizzando un attacco su larga scala contro le strutture nucleari iraniane, con la complicità dell’AIEA e dell’Unione Europea.

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URGENTE: gli USA stanno concentrando ingenti forze e mezzi militari in Israele. Crescono i segnali di preparativi per un possibile nuovo attacco contro l’Iran.

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AIEA contro l’Iran e Ansar Allah avanza sul Mar Rosso: cresce il rischio di una crisi simultanea a Bab el-Mandeb e Hormuz. Se entrambi gli stretti venissero bloccati, sarebbe uno shock globale.

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ArticoloIRAN, AIEA E NUOVA FASE DELLA GUERRA
L’AIEA ha deciso di deferire il dossier iraniano al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, accusando Teheran di non rispettare i propri obblighi di non proliferazione previsti dal TNP. È la prima volta da circa vent’anni che l’Iran viene sottoposto a una procedura di questo livello. Ma la questione non è soltanto nucleare. Rafael Grossi e la direzione dell’AIEA devono essere sottoposti a un severo giudizio politico per il modo in cui hanno gestito la crisi iraniana. Secondo questa lettura, le omissioni e i silenzi dell’Agenzia hanno contribuito a creare un contesto nel quale l’attacco contro l’Iran è diventato politicamente e diplomaticamente più facile da giustificare. Ora lo scenario è completamente cambiato. L’avanzata di Ansar Allah sul Mar Rosso apre una prospettiva che il mondo occidentale non può più ignorare: la possibile compromissione simultanea di Bab el-Mandeb e dello Stretto di Hormuz. Sarebbe uno scenario di enorme impatto sulle rotte energetiche e commerciali globali. L’Iran, nel frattempo, ha dimostrato di poter colpire obiettivi regionali e di poter minacciare le forze navali statunitensi. La guerra sta quindi entrando in una fase diversa: non conta più soltanto chi possiede più armi, ma chi riesce a individuare per primo il punto debole dell’avversario e a colpire prima. È una guerra di sorveglianza, missili, droni, intelligence e interdizione delle rotte. E se i due grandi stretti dovessero essere contemporaneamente messi fuori uso, la questione non sarebbe più soltanto mediorientale: diventerebbe una crisi globale.
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Durante gli incontri in Russia tra gli USA e Vladimir Putin sulla fine della guerra, è stata discussa la creazione di una cintura di sicurezza composta da forze britanniche e francesi. La richiesta è stata respinta.

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Questa sera, l’attacco iraniano ha sorpreso le difese Usa , che non sono state in grado di proteggere pienamente le basi in Giordania. Grazie al supporto di Regno Unito, Israele, Francia e Germania, è stato possibile evitare conseguenze più gravi.

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Si segnalano vittime tra i militari statunitensi in Giordania.

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Ci attendono tre settimane dure. La situazione sta degenerando di ora in ora e l’Occidente non sembra preparato. Si susseguono ordini e contrordini, mentre le difese USA sembrano sempre più in difficoltà nel garantire la sicurezza nel Golfo.

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ATTENZIONE: le difese statunitensi sono in difficoltà.

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Giordania attacco Iraniano base USA

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lancio di missili dell'iran verso la Giordania impatto base usa

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Segnalato un lancio di missili contro una flotta navale statunitense.

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La Marina iraniana è riuscita a intercettare un drone sottomarino statunitense prodotto da Anduril Technologies nello Stretto di Hormuz.

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UNA PORTAEREI STATUNITENSE HA EVITATO CON MANOVRE ESTREME UN MISSILE IRANIANO DI NUOVO TIPO. L'AMMIRAGLIO HA ORDINATO IL RITIRO VERSO L'OCEANO INDIANO.

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ArticoloIL MITO DELL'INVINCIBILITÀ È FINITO
Il mito dell'invincibilità è finito. L'Occidente ha perso una parte di quella che era la sua forza militare, e la perdita ha una data precisa. Quarantotto ore fa l'Iran ha lanciato un nuovo tipo di missile. La portaerei americana è riuscita a schivarlo solo con manovre estreme. Da quel momento l'ammiraglio ha ordinato il ritiro dalla zona, e l'unità si è dovuta allontanare verso l'Oceano Indiano. Gli Stati Uniti hanno poi condotto una rappresaglia colpendo petroliere iraniane. Il punto è questo: in quarantotto ore la guerra è cambiata. L'Iran non è più sulla difensiva, è passato in modalità di attacco. La marina iraniana sta spingendo sempre più avanti il proprio confine operativo, impiegando circa centoventi motovedette veloci di piccole dimensioni. Riteniamo che entro settantadue ore qualcosa cambierà nello Stretto di Hormuz, nelle isole iraniane e nel Golfo Persico. L'Iran si appresta a condurre operazioni offensive entro dieci giorni. Trump è stato avvisato attraverso i canali informali: le basi in Giordania e a Erbil possono essere colpite in qualsiasi momento. I suoi consiglieri continuano a parlare di deterrenza, ma per deterrenza intendono un ordigno atomico a bassa potenza. Dentro l'Iran il quadro si muove in fretta e nuove forze stanno prendendo peso. La CIA e i servizi di mezzo mondo non riescono più a stabilire quali siano gli scenari possibili. E in tutto questo Trump sta valutando un'operazione di terra, condotta con reparti di quarta categoria e con il richiamo alle armi di persone fortemente indebitate, in cambio della cancellazione dei debiti. Ci aspettiamo sviluppi sia all'interno dell'Iran sia all'esterno.
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SEGNALATE esplosioni nello Stretto di Hormuz mentre le forze statunitensi stavano scortando petroliere

TX-3390Thread 8

Gli USA hanno colpito tre petroliere iraniane in risposta agli attacchi missilistici dell’IRGC contro due navi da guerra statunitensi, tra cui una portaerei, nella regione dello Stretto di Hormuz.

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TX-3389Thread 8

L’Iran ha lanciato per la prima volta missili balistici contro una portaerei USA. Nessun impatto, ma la USS George Washington ha effettuato manovre evasive.

TX-3388Thread 8

Ora Washington minaccia di distruggere le petroliere iraniane se Teheran attaccherà le navi USA.

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