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Petrolio

Tutti i messaggi di Silent People marcati con il tag Petrolio: cronologia completa, aggiornamenti e thread collegati, dal piu recente al piu vecchio.

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TX-3472

I prezzi del greggio schizzano verso l’alto, raggiungendo quota 108 dollari al barile.

TX-3471

Una colonna di fumo si eleva lungo l’oleodotto Yanbu, gravemente danneggiato. La condotta trasporta almeno 5 milioni di barili al giorno, aggirando Hormuz.

Una colonna di fumo si eleva lungo l’oleodotto Yanbu, gravemente danneggiato. La condotta trasporta almeno 5 milioni di barili al giorno, aggirando Hormuz.
TX-3234

Le Forze Armate yemenite rivendicano due attacchi con droni in Arabia Saudita: il primo contro un obiettivo sensibile all’aeroporto di Najran, il secondo contro un impianto Aramco nella stessa area.

TX-3087

L'Arabia Saudita accusa le milizie irachene filoiraniane di aver condotto attacchi contro le infrastrutture , mentre Ansar Allah (Yemen) smentisce e rivendica l'attacco, motivandolo con il continuo arrivo di droni sauditi nel proprio territorio.

TX-3086

ARABIA SAUDITA - ATTACCO YEMENITA CON DRONI E MISSILI ALLA RAFFINERIA DI JIZAN, COLPITO LO STOCCAGGIO. IMPIANTO DA 400.000 BARILI/GIORNO CHE COPRIVA PARTE DEL FABBISOGNO EUROPEO. ATTESA CARENZA CARBURANTE.

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ArticoloJizan, il colpo che tocca l'Europa: la guerra petrolifera cambia gli equilibri del Golfo
Le infrastrutture petrolifere dell'Arabia Saudita hanno subìto colpi durissimi dai bombardamenti yemeniti. L'obiettivo è stata la raffineria di Jizan, sulla costa sud-occidentale del Regno: l'attacco è cominciato sabato mattina, prendendo di mira sei punti distinti, con particolare attenzione alle unità di stoccaggio, in un'azione combinata di droni e missili. Per comprenderne la portata basta un dato: l'impianto raffinava circa 400.000 barili al giorno e copriva una parte del fabbisogno di carburante europeo. Il paragone rende l'ordine di grandezza: la Turchia, come Paese, importa circa 700.000 barili al giorno, e una singola raffineria capace di lavorarne 400.000 aveva quindi un'importanza strategica che va ben oltre i confini sauditi. Le ripercussioni sono immediate e su più piani. Sul carburante, con una carenza di benzina che si profila all'interno della stessa Arabia Saudita, un fatto quasi paradossale per uno dei maggiori produttori mondiali. Sui lavoratori dell'impianto e dell'indotto. E sull'approvvigionamento europeo, che perde di colpo una fonte di raffinato in un momento in cui le rotte del Golfo e del Mar Rosso sono già contese. Il colpo a Jizan dimostra che la guerra petrolifera non riguarda più solo il transito, ma la capacità produttiva: non basta interdire le rotte, si distrugge la raffinazione, e l'effetto si propaga lungo l'intera filiera fino ai consumatori europei. Sul piano politico, l'attacco si inserisce in un avvertimento che l'Iran aveva già rivolto all'Arabia Saudita: non finanziare i mercenari, non inviare intermediari ad accreditarsi come sostenitori della causa palestinese per poi concludere accordi in direzione opposta e rinnegare gli impegni presi. È la contestazione del doppio gioco saudita, e proprio questo doppio gioco alimenta ora lo scetticismo interno al Regno. La domanda che comincia a circolare tra gli stessi ambienti sauditi è tanto semplice quanto dirompente: a cosa servono le basi statunitensi, se non sono in grado di difenderci? Jizan colpita, come prima le installazioni militari e le infrastrutture del Golfo, mostra che l'ombrello protettivo americano non copre più ciò che dovrebbe. E dietro quella domanda se ne affaccia una più radicale, che tocca il cuore del rapporto tra Riad e Washington: sta forse finendo il ricatto che i petrolieri statunitensi hanno esercitato per decenni sul Regno? La guerra petrolifera, colpendo la raffinazione saudita, non degrada soltanto una capacità industriale: incrina il patto di protezione su cui si regge da mezzo secolo l'allineamento saudita agli Stati Uniti.
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USA - LE SCORTE TOTALI DI PETROLIO GREGGIO IN FORTE CALO: SECONDO GLI ANALISTI RESTANO CIRCA 50 GIORNI DI RISERVE COMMERCIALI E STRATEGICHE.

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IRAQ - CHIUSURA TEMPORANEA DEGLI IMPIANTI DI PRODUZIONE PETROLIFERA DI KHURMALA, NORD DEL PAESE.

TX-2832

I prezzi del petrolio aumentano di oltre il 9%

TX-2813

Milizie irachene hanno colpito diversi valichi di confine e una piattaforma di trivellazione offshore della Kuwait Oil Company, causando feriti e significativi danni economici.

TX-2723

Ancora oggi gran parte dei proventi del petrolio iracheno passa attraverso conti negli USA. Molti cittadini lo ignorano, nel silenzio dell'Europa e, secondo i critici, con la complicità di interessi consolidati.

TX-2712

In Siria iniziano a registrarsi carenze di benzina. Lunghe code ai distributori, soprattutto nelle zone di Aleppo.

TX-2661

Deroga alle sanzioni contro l'Iran. Il Dip del Tesoro USA ha emesso un'Autorizzazione Generale che consente la produzione, la consegna e la vendita di petrolio greggio, prodotti petrolchimici e derivati di origine iraniana fino al 21 agosto 2026.

TX-2649

Le autorità qatariote hanno confermato l'esplosione a Ras Laffan, dichiarando che sarebbe stata causata da un incidente tecnico.

TX-2340

Le riserve petrolifere di emergenza degli Stati Uniti ed Europee si stanno rapidamente esaurendo.

TX-2299

I lobbisti del petrolio, quelli che per anni hanno venduto petrolio iraniano facendolo passare per iracheno o proveniente da altri Paesi arabi, da oggi non dormono più sonni tranquilli.

TX-2158

Petroliere cinesi passate dallo stretto di Hormuz GPL "ROYAL H" sanzioni USA "SWIFT FALCON", di proprietà cinese "TREND", registrata negli Emirati (ma non di proprietà degli Emirati) Petroliera "RAISSA", di proprietà cinese

TX-2157

Arabia Saudita dopo shock Hormuz: Riyadh punta sui porti del Mar Rosso e disciplina fiscale. ~4M barili/giorno via Yanbu. Crescono attriti con Abu Dhabi su Iran, Israele e OPEC.

TX-2115

Il Giappone riceverà il primo carico di petrolio greggio dall'Azerbaigian dopo la guerra con l'Iran.

TX-2114

L’Iran ha fermato il transito di una seconda nave cisterna di GNL diretta dal Qatar al Pakistan: l’unità non ha attraversato lo Stretto di Hormuz ed è rientrata.

TX-2049

L'Azerbaigian inizia a esportare gas naturale in Germania e Austria.

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